Socìetas Raffaello Sanzio. Tragedia Endogonidia. 2002-2004.

Tragedia Endogonidia. 2002-2004.

*I focus dedicati alla Socìetas Raffaello Sanzio vengono presentati diversamente dagli altri per accordi intercorsi con la compagnia, che, per la visione del proprio archivio, rinvia al sito  arch-srs.

Tragedia Endogonidia. 2002-2004.

regia, scene, luci e costumi Romeo Castellucci
composizione drammatica, sonora e vocale Chiara Guidi
musica originale ed esecuzione dal vivo Scott Gibbons
traiettorie e scritture Claudia Castellucci
con Laura Anglani, Ofelia Bartolucci, Alessandro Bedosti, Sonia Beltran Napoles, Cristiana Bertini, Cosmo Brigida, Roberta Busato, Claudio Borghi, Michele Bruzzi, Ivo Bucciarelli, Carmen Cancellari, Maria Luisa Cantarelli, Maurizio Carrà, Agata Castellucci, Claudia Castellucci, Cosma Castellucci, Demetrio Castellucci, Eva Castellucci, Sebastiano Castellucci, Teodora Castellucci, Gertrude Chinwe Ayemba, Maurino Cremonini, Francesca Debri, Monica Demuru, Salvo Di Martina, Diego Donna, Chiara Guidi, Federica Lenzi, Victorine Mputu Liwoza,  Luca Nava,  Fatou Ndeye Sall, Gianni Plazzi, Francesca Proia, Fabio Sajiz, Sergio Scarlattella, Alceo Tesei, Sylviane Tienjieu, Antonio Trebbi, Silvano Voltolina, Patrizia Zanco, Atos Zammarchi, Claudia Zannoni
effetti dinamici Stephan Duve
coreografia complementare in B.#03, L.#09, M.#10 Francesca Proia
scene Salvo Di Martina, Riccardo Maccheroni, Mirko Pacini, Viviana Rella, Marco Rigamonti
luci Giacomo Gorini, Fabio Sajiz, Luciano Trebbi
suono Fabrizio Gambineri, Francesco La Camera, Marco Olivieri
foto Luca Del Pia
ricerca fotografica Fabio Sajiz
scenotecnica Emilia Romagna Teatro Fondazione Laboratorio
arti plastiche Plastikart di Zimmermann & Amoroso
robotica PkLab di Pino Contini
decorazioni di scena Eugenio Resta
maschere e trucchi plastici Michele Guaschino, Torino
parrucche Mario Audello, Torino
sculture in scena Alessandra Bonan
realizzazione dei costumi Gabriella Battistini
sartoria e attrezzeria Carmen Castellucci
assistenza sartoria Ida Cangini, Anna Collini
direzione di produzione Cosetta Nicolini
organizzazione Gilda Biasini
assistente alla produzione in sede Michele Bertoni, Benedetta Briglia, Silvia Buldrini, Andrea Francia, Monia Mosconi, Andrea Ottoni, Lena Pasqualini
amministrazione Michela Medri
assistente amministrazione Elisa Bruno
consulenza e progettazione Massimiliano Coli, Giovanna Fellegara, Fulvio Liberatore e Marco Polizzi / Thomas Consulting Group
memorie video Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti
produzione Socìetas Raffaello Sanzio; festival d’Avignon; Hebbel Theater-Berlin; KunstenFESTIVALdesArts-Bruxelles/Brussel; Bergen International Festival; Odéon-Théâtre de l’Europe con Festival d’Automne-Paris; RomaEuropa Festival; Le maillon-Théâtre de Strasbourg; LIFT (London International Festival of Theatre); Théâtre des Bernardines con Théâtre du Gymnase-Marseille
in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione-Modena
con il supporto di Programma Cultura 2000 dell’Unione Europea – CLT2002/A2/IT-2055
C.#01 Cesena – Teatro Comandini, 25-26 gennaio 2002
A.#02 Avignon – Festival d’Avignon, 7-15 luglio 2002
B.#03 Berlin – Hebbel Theater, 15-18 gennaio 2003
BR.#04 Bruxelles/Brussel – Kunsten festival des Arts, 4-7 maggio 2003
BN.#05 Bergen – International Festival Norway, 22-25 maggio 2003
P.#06 Paris – Odéon Théâtre de l’Europe avec Festival d’Automne, 18-31 ottobre 2003
R.#07 Roma – Roma Europa festival, Teatro Valle, 21-30 novembre 2003
S.#08 Strasbourg – Le Maillon Théâtre de Strasbourg, 17-20 febbraio 2004
L.#09 London – LIFT, London International Festival of Theatre, Laban Theatre, 13-16 maggio 2004
M.#10 Marseille – Les Bernardines avec le Théâtre du Gymnase, 20-26 settembre 2004
C.#11 Cesena – Teatro Comandini, 16-22 dicembre 2004

Ipotesi di un ascolto tragico
La Tragedia Endogonidia della Socìetas Raffaello Sanzio

di Maria Cristina Reggio
La Tragedia Endogonidia è un ciclo drammatico realizzato dalla compagnia Socìetas Raffaello Sanzio in un periodo di tempo compreso tra l’inizio del 2002 e il 2004, che riuniva in una sola opera undici spettacoli, realizzati in successione e denominati Episodi, ciascuno dei quali ha avuto origine e luogo in una diversa città europea. Attraverso quest’opera complessa i suoi autori hanno voluto mettere alla prova il sistema della rappresentazione teatrale come luogo nel quale ripensare la tragedia, ipotizzando un teatro portatore di un significato definibile come tragico, proprio nell’epoca contemporanea in cui si è presa distanza da una concezione del mondo fondata sul mito, sul destino e sulla colpa. La sfida consisteva nel concepire una rappresentazione “autogenerante”– endogonidia, appunto – ovvero che non derivasse da un testo classico o comunque già scritto, ma che traesse la propria “tragicità” dagli spazi e dai luoghi contemporanei che attraversava, restituendo agli spettatori la possibilità di comprendere, attraverso il meccanismo della finzione teatrale, la violenza presente nella loro stessa realtà.
Il nucleo tematico centrale della Tragedia Endogonidia consiste, a nostro avviso, nella tragicità insita nell’esperienza umana del linguaggio. Così come aveva evidenziato Walter Benjamin nei suoi studi sul teatro barocco e sul teatro antico, la tragedia attica era il luogo nel quale per la prima volta la prospettiva dell’essere umano di risolvere i conflitti mediante la parola si mostrava portatrice di un doppio significato: da un lato era fondamento di una nuova comunità che si liberava dal volere degli dei, dall’altro era il segno di una dolorosa insolvibile scissione tra l’individuo-eroe, la sua vita e quella stessa comunità. Nel teatro antico, infatti, l’agire dell’eroe era contraddistinto da una scissione che si traduceva in un caparbio “tacere” che lo annientava e lo costringeva nella solitudine e nel silenzio, lontano dalla comunità che si andava istituendo proprio attraverso l’atto della parola e del dialogo tragico. Benjamin sottolineava l’importanza di considerare il tragico come un fenomeno legato alla realtà storica e sociale della Grecia antica, piuttosto che come un tema filosofico, tuttavia l’aspetto tragico del linguaggio è anche un tema che, a partire dal teatro greco e dalla nascita nel medesimo periodo del pensiero filosofico, ha attraversato tutta la cultura occidentale e che si fa più urgente nella nostra contemporaneità, caratterizzata dall’estensione e dalla proliferazione globale dei sistemi di comunicazione: fin dal teatro greco, come ci fa notare oggi Agamben, il linguaggio umano, «l’esperienza cioè, dell’uomo in quanto è, insieme, vivente e parlante, un essere naturale e un essere logico, era apparsa […] necessariamente scissa in un conflitto insanabile». Continua a leggere…

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