Socrate il sopravvissuto. Anagoor. 2016. Scena d'insieme del video. Foto di © Giulio Favotto
Socrate il sopravvissuto. Anagoor. 2016. Scena d'insieme del video. Foto di © Giulio Favotto

Anagoor

Anagoor – Note biografiche

a cura di Arianna Novaga

La compagnia Anagoor nasce da un’idea di Simone Derai e Paola Dallan ed è concepita come un collettivo aperto al quale partecipano in prima istanza Marco Menegoni, Moreno Calligari, Mario Martinuz, Giulio Favotto, e in seguito molti altri artisti provenienti da diverse formazioni. Fondata nel 2000 a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, trova oggi la sua dimora in un suggestivo luogo consacrato alla ricerca, La conigliera, dove vengono realizzate rassegne, residenze teatrali e numerose attività dedicate alla musica e all’arte contemporanea.

Anagoor si impone nel panorama italiano nel 2007 con –*jeug, performance teatrale finalista al premio Extra, in cui una giovane donna e una giumenta dialogano in uno spazio archetipale, soffusamente onirico. La drammaturgia apertamente iconografica di questo lavoro inaugura un’estetica fortemente ispirata alla storia dell’arte, ordita da un linguaggio allegorico «in perenne tensione tra la balbuzie della barbarie e lo splendore cristallino del neoclassico». Fin dal primo debutto, la dualità tra classicità e mondo contemporaneo, tra sacro e profano, si risolvono in una cifra stilistica peculiare in cui primeggia la componente figurativa, unita ad una sonorità pura, fatta di canti e di vocalità originali. Il regista del gruppo, Simone Derai, dichiara: «E’ indubbio che il nostro primo slancio (propensione, tendenza) sia figurativo. Per figurativo si intende proprio il lavoro sulla figura umana, quindi il corpo è centrale come interprete o traduttore di segni, anche astratti». Il corpo dunque come elemento precipuo attorno al quale ruotano immagini, abbondantemente estetizzate, effigi sacre e simboli mitopoietici, trasferiti in scena grazie a diversi dispositivi, in primis schermi a led su cui sono visibili video o fotografie.

In Tempesta del 2009, dittico di spettacoli ispirati al pittore tardo-rinascimentale Giorgione e al suo famoso quadro, la compagnia medita sulla possibilità di un nuovo rinascimento teatrale, sancendo un passaggio fondamentale verso una poetica fatta di tracce concettuali legate all’arte pittorica e alla natura. Lo spettacolo rappresenta inoltre una sorta di manifesto identitario della compagnia, che attesta così il proprio legame con le radici culturali del territorio nativo. Rivelazione, sette meditazioni intorno a Giorgione, un reading a due voci coprodotto da Laura Curino, traccia un percorso narrativo all’interno dell’oscura figura del pittore e della sua vita, in una sorta di corollario a Tempesta. Prodotto anch’esso nel 2009, Rivelazione si articola come un insieme di brani vocali e visivi orchestrati dalle voci di Paola Dallan e Marco Menegoni, sovrapposte ad una serie di dettagli pittorici estrapolati da alcuni ritratti eseguiti dal Giorgione.

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I documenti sono pubblicati in lingua originale. In caso si sia reperita la traduzione, vengono pubblicati sia l'originale che la traduzione.

Video
VIRGILIO BRUCIA
Anagoor
Intervista di CultTV a Simone Derai
Fortuny
Teaser del progetto
Anagoor. Meditazioni su un nuovo Rinascimento teatrale
di Krapp's Last Post
Teatrografia
teatrografia
Silvia De Min, Decapitare la Gorgone. Ostensione dell’immagine e della parola nel teatro di Anagoor, Titivillus, Corazzano (PI), 2016, pp. 172-179
Bibliografia
bibliografia
a cura di Arianna Novaga
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