Città di Ebla.The dead. 2012. Particolare di mano che esegue un ritratto e sullo sfondo Valentina Bravetti distesa. © foto di Luca di Filippo.
Città di Ebla.The dead. 2012. Particolare di mano che esegue un ritratto e sullo sfondo Valentina Bravetti distesa. © foto di Luca di Filippo.

Città di Ebla

Città di Ebla – Biografia

a cura di Mauro Petruzziello
«“Città” è per noi parola materna, contiene sia la possibilità di contestualizzare e chiarire i limiti, la cinta muraria del nostro operare, ma anche di aprire le porte ad un confronto con il resto del territorio, per noi necessariamente “barbaro”. L’intento è anche quello di legare la nostra riflessione, il nostro artigianato teatrale ad una “campagna di scavo”, fatta di lavoro paziente svolto sotto il sole, laddove le ruspe non possono intervenire perché l’universo affiorante è fragile. E lascerà sempre aree ignote».

Sono queste le parole con cui il “gruppo di lavoro” – come Città di Ebla si definisce – motiva la scelta del proprio nome, che fa esplicitamente riferimento all’antica città nell’attuale Siria settentrionale, scoperta nel 1968 grazie ad una straordinaria campagna di scavi condotta dall’archeologo italiano Paolo Matthiae. Il primo nucleo del gruppo, nato nel 2004, è costituito da Claudio Angelini, Valentina Bravetti, Elisa Gandini, Marco Martini, Daniele Romualdi e Simona Zauli. Da subito è chiara la volontà di sperimentare non solo uno sconfinamento dei linguaggi scenici e un allineamento paritetico di differenti drammaturgie (corpo, suono, luce, video), ma anche una continua esplorazione delle “pratiche” teatrali, visto che alla produzione di spettacoli Città di Ebla affianca un’attività di organizzazione di eventi, festival, rassegne. Fra queste occorre segnalare il festival Ipercorpo, nato nel 2006 ad opera dei Santasangre negli spazi del centro sociale Kollatino Underground a Roma e successivamente spostato a Forlì, luogo di nascita di Città di Ebla, dove ancora continua ad andare in scena con cadenza annuale; Lupo_ricerche performative, rassegna che nel giugno 2012 propose performance e corti teatrali; l’attività di direttore artistico del Teatro Diego Fabbri di Forlì svolta dalla stagione 2012/2013 da Claudio Angelini, regista del gruppo di Forlì.

Primo spettacolo di Città di Ebla è Othello. Un’idea di W. Shakespeare demolita e incendiata (2005) che sin dal titolo segnala la volontà di abbandonare la messa in scena del testo drammatico a favore di una radicale riscrittura scenica.

L’anno successivo il gruppo di lavoro produce Wunderkammer, inaugurando una riflessione sullo statuto dell’immagine in epoca contemporanea, motivo che ancora agita dal profondo l’operato della compagnia folivese. Questo spettacolo segnala l’ingresso nelle fila del gruppo del musicista e sound designer Davide Fabbri/Elicheinfunzione.

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