Città di Ebla. Wunderkammer. 2006. Valentina Bravetti nella teca con immagini riprodotte sullo sfondo. © foto di Laura Arlotti.
Città di Ebla. Wunderkammer. 2006. Valentina Bravetti nella teca con immagini riprodotte sullo sfondo. © foto di Laura Arlotti.

Wunderkammer – Azione scenica al servizio di un vedere, 2006

Wunderkammer – Azione scenica al servizio di un vedere (2006)

al servizio: Valentina Bravetti, Daniele Romualdi, Simona Zauli, Thomas Lombardi, Elisa Gandini, James Foschi, Chiara Valentini, Claudio Angelini
corpo del suono: Elicheinfunzione
ideazione: Claudio Angelini
produzione: Città di Ebla
progetto grafico e locandina: DA2 Strategic Design
prima rappresentazione: Sala Rovere, Forlì, 26 gennaio 2006

Il dispositivo della visione di Città di Ebla

di Mauro Petruzziello
Tra il 1500 e il 1700 in tutta Europa si diffondono le wunderkammer. Esse erano degli spazi in cui ricchi signori e collezionisti stipavano suppellettili, cimeli, oggetti bizzarri. Una sorta di proto-musei in cui, a differenza di questi ultimi, non vigeva un ordine di catalogazione di ciò che si offriva allo sguardo del visitatore. Città di Ebla interroga i dispositivi della visione costruendo una propria wunderkammer. Si tratta di uno spazio di sedici metri di lunghezza per sei di larghezza e quattro di altezza in cui gli spettatori possono liberamente aggirarsi insieme a mummie vestite con abiti borghesi. Esse lasciano nell’ambiente scie di profumo e, servendosi di torce a led, illuminano alternativamente le tremila immagini che giacciono sulle pareti, sul soffitto e sul pavimento. Intenzione della compagnia è fondare una sorta di caotico «microcosmo del vedere»: moda, pornografia, fumetti, arte e pop, tutte immagini riprodotte perché prelevate da riviste. A scandire tutta questa prima parte dello spettacolo è il rumore di presse meccaniche, il cui ritmo sembra quasi organizzare il ritmo della visione dello spettatore indicando la vocazione drammaturgica del suono in questione. Quando il rumore cessa e subentra il silenzio, si arresta anche il movimento delle mummie. In quel momento viene illuminata una grande teca posta al centro dello spazio. Al suo interno vi è Valentina Bravetti, seduta, il corpo completamente nudo, lo sguardo fisso e una mano sollevata all’altezza della fronte. La performer dà inizio a un lentissimo movimento di rotazione del busto, la cui durata, a seconda delle repliche, si attesta fra i quattordici e i diciotto minuti. Gli spettatori possono aggirarsi attorno alla teca e il loro sguardo non è più vincolato, come nella prima parte dello spettacolo, ai fasci di luce generati dalle torce a led che illuminano le immagini.

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I documenti sono pubblicati in lingua originale. In caso si sia reperita la traduzione, vengono pubblicati sia l'originale che la traduzione.

Scritti degli artisti e interviste
Maria Teresa Indellicati, La camera delle meraviglie secondo La Città di Ebla, «Il corriere di Romagna», 26 gennaio 2006
Rosanna Ricci, Con 'Wunderkammer' l'azione scenica diventa una riflessione sull'immagine, «Il Resto del Carlino», 26 gennaio 2006
Galleria fotografica
Wunderkammer
Città di Ebla
© foto di Laura Arlotti
Audio
Presse meccaniche
audio del suono delle presse meccaniche che caratterizzano la prima parte dello spettacolo
Recensioni
Alvise Vago, Wunderkammer, «Certenotti», 27 gennaio 2006
Alessandro Carli, Wunderkammer: teatro in progress. Anche il pubblico è protagonista, «La Voce di Romagna», 10 maggio 2006
Materiali di contesto
Masque Teatro, Rocco Ronchi, Città di Ebla, Il teatro che viene – simposio, «Sciami» - nuovoteatromadeinitaly.sciami.com, 2018

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