Lingua Imperii. Anagoor. 2013. Vista laterale d'insieme con tutti gli attori in scena. Foto di © Andrea Macchia
Lingua Imperii. Anagoor. 2013. Vista laterale d'insieme con tutti gli attori in scena. Foto di © Andrea Macchia

L.I. | Lingua Imperii. Violenta la forza del morso che la ammutoliva, 2013

L.I. | Lingua Imperii

violenta la forza del morso che la ammutoliva

Con Anna Bragagnolo, Moreno Callegari, Viviana Callegari, Marco Crosato, Paola Dallan, Marco Menegoni, Gayanée Movsisyan, Alessandro Nardo, Monica Tonietto
e con Hannes Perkmann, Hauptsturmbannführer Aue; Benno Steinegger, Leutnant Voss
Voci fuori campo di Silvija Stipanov, Marta Cerovecki, Gayanée Movsisian, Yasha Young, Laurence Heintz
Traduzione e consulenza linguistica Filippo Tassetto
Costumi Serena Bussolaro, Silvia Bragagnolo, Simone Derai
Musiche originali Mauro Martinuz, Paola Dallan, Marco Menegoni, Simone Derai, Gayanée Movsisyan, Monica Tonietto
Musiche non originali Komitas Vardapet, musiche della tradizione medievale armena
Video Moreno Callegari, Simone Derai, Marco Menegoni
Drammaturgia Simone Derai, Patrizia Vercesi
Regia Simone Derai
Produzione Anagoor 2012
Coproduzione Trento Film Festival, Provincia Autonoma di Trento, Centrale Fies, Operaestate Festival
Con il sostegno di APAP Network Culture Programme of European Union
Iniziativa realizzata con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
Anagoor è parte del progetto Fies Factory
Residenze SC – Culture of change | University of Zagreb – Student centre | Zagreb, HR; Tanzfabrik | Berlin, D; Conservatoire de Strasbourg | Strasbourg, F

L.I. | Lingua Imperii – descrizione

di Arianna Novaga

Di grande rigore figurativo e dalla cifra estetica asciutta e sofisticata, Lingua Imperii si configura come precedente ideale di Virgilio Brucia, anch’esso edificato a partire dai magisteri di Eschilo. Qui però la riflessione sul rapporto tra parola e potere e sul dominio coercitivo del linguaggio si fa cogente, articolandosi su due piani semantici: i consueti grandi schermi verticali sovrastanti il proscenio ospitano immagini in video, tra le quali il dialogo tra due gerarchi nazisti che disquisiscono animatamente di lingue caucasiche; al di sotto di essi, sulla scena, un coro di giovani attori compiono una serie di gesti rituali altamente simbolici che evocano le dinamiche del cacciatore e della preda. I temi della caccia, del sacrificio e dello sterminio, infatti, accompagnano tutto lo spettacolo, declinandosi nel testo e nelle visioni di animali in gregge o braccati. La voce del narratore, Marco Menegoni, insieme alla cantante armena Gayanée Movsisyan coadiuvata dalla partitura canora eseguita dagli attori, fungono inoltre da collante ad una drammaturgia non lineare, ma che intreccia perfettamente diversi codici espressivi. Le fonti letterarie di riferimento sono svariate: il classico Agamennone di Eschilo si mescola con La fragilità del bene di Martha C. Nussbaum, con Le alpi nel mare di Winfried G. Sebald e con I sommersi e i salvati di Primo Levi, per poi avventurarsi nel romanzo di Johnatan Littel, Le Benevole, e concludere con L.T.I. Lingua Tertii Imperii di Victor Klemperer, a cui si rifà il titolo.
In apertura la video-dissertazione dei due soldati delle SS, i cui contenuti sono derivati proprio da Le Benevole, mette a confronto il glottologo Leutnant Voss e l’ufficiale Hauptsturmbannführer Max Aue, interpretati da Benno Steinegger e da Hannes Perkmann. La discussione tra i due introduce l’importante questione relativa alla lingua, vincolo identitario, origine della comunità ma anche mezzo di rinascita: nel Caucaso del 1942 si parlano almeno una cinquantina di diversi idiomi, spiega il giovane linguista del Terzo Reich all’altro, lessici che hanno tratti in comune e permettono la comunicazione tra i popoli. Ma è difficile, se non impossibile, distinguere un individuo ebreo solo a partire dalla lingua che parla proprio a causa delle inevitabili contaminazioni, quelle stesse che l’impero russo ha voluto riunire sotto un unico vocabolario cirillico per dominare e controllare le varie etnie. Si tratta dunque della questione della supremazia dell’uomo sull’uomo e del controllo culturale su intere masse della popolazione, riconducibili alle terribili conseguenze che hanno portato agli sterminii di massa del Novecento.

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ANAGOOR | L.I. LINGUA IMPERII
violenta la forza del morso che la ammutoliva
promo 3
(Performance filmed live in Centrale Fies, Italy, by Aqua-Micans, July 2012)
Recensioni
Renato Palazzi, Le lingue, la caccia, il potere, «Il Sole 24 Ore», 6 maggio 2012
Renato Palazzi, Il cuore di tenebra di Anagoor, «myword.it», 14 maggio 2012
Roberta Ferraresi, Reality Shop: il teatro a B.Motion 2012, «doppiozero.com», 5 settembre 2012
Silvia Mei, Lingua Imperii, «cultureteatrali.org», 5 settembre 2012
Renzo Francabandera, Lingua Imperii: la crescita di Anagoor, «Krapp's Last Post», 25 settembre 2013
Franco Cordelli, La caccia e il sacrificio nel dialogo (etnico) tra due ufficiali nazisti, «Il Corriere della Sera», 26 settembre 2013
Claudio Facchinelli, Lingua Imperii, «stratagemmi.it», 29 gennaio 2014
Lisa Gasparotto, L.I. Lingua Imperii, «arabeschi.it», 3 febbraio 2014
Scritti critici
Silvia De Min, Primo episodio, in Silvia De Min, Decapitare la Gorgone. Ostensione dell’immagine e della parola nel teatro di Anagoor, Titivillus, Corazzano 2016

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