Foto, Maschere, Woyzeck, Cecchi, 1974, da Sergio Tramonti, Canto con controcanto accanto, Catalogo, A.A.M. Architettura Arte Moderna 1987 (in occasione delle mostre in contemporanea presso la galleria A.A.M. Architettura Arte Moderna e Teatro Due di Roma, a cura di Francesco Moschini, 11 maggio–7 giugno 1987)
Foto, Maschere, Woyzeck, Cecchi, 1974, da Sergio Tramonti, Canto con controcanto accanto, Catalogo, A.A.M. Architettura Arte Moderna 1987 (in occasione delle mostre in contemporanea presso la galleria A.A.M. Architettura Arte Moderna e Teatro Due di Roma, a cura di Francesco Moschini, 11 maggio–7 giugno 1987)

Woyzeck. 1973

Il focus è stato pubblicato nella sezione allegati del n°1 di Sciami|ricerche

Woyzeck (1973)

di Georg Büchner
regia di Carlo Cecchi e Italo Spinelli
oggetti scenici e costumi di Sergio Tramonti
musiche di Gianni Guaraldi e Toni Bertorelli
con Dario Cantarelli, Carlo Cecchi, Paolo Graziosi, Gianni Guaraldi, Gigio Morra, Fabienne Pasquet, Daniela Piacentini, Italo Spinelli
Prima rappresentazione Torino, Lingotto, novembre 1973

Ogni uomo è un abisso, a uno gira la testa se ci guarda dentro

di Valentina Valentini, in «Studi germanici», n. 13, 2014
Carlo Cecchi ha messo in scena più volte Woyzeck: nel 1969, prima al Teatro Gobetti e poi nella sala dell’Unione culturale e nel 1973 al Lingotto, sempre a Torino.
Quello che in Woyzeck affascina il regista è il tratto costruttivo e quello politico, il fatto che l’opera sia costruita per quadri, senza legami di causa-effetto, e che Woyzeck il primo povero della storia del teatro assunto alla dignità dell’eroe tragico, cessa di essere il povero canonico che è sempre stato e diventa un personaggio definito dal suo essere sociale. Volevamo\creare un’occasione di confronto più precisa, quella con un grande testo drammatico, diciamo pure una tragedia […] la possibilità di realizzare un testo classico, dell’interpretazione di un classico oggi.
La scelta di Woyzeck come testo letterario nasce dalla sua struttura a frammenti, a sequenze, dal suo proporsi come prodotto non finito. È teatro classico e tragico, ma diverso, «il suo non essere finito chiede una realizzazione anch’essa continuamente disponibile a nuove invenzioni. Particolarmente interessante come si generano questi frammenti […], una continua necessità di un rapporto immediato e lucido fra l’azione, il gesto e la parola». Non per caso il titolo dello spettacolo è: Prova del Woyzeck di Büchner. Si tratta di una sorta di dichiarazione programmatica da parte della compagnia del Gran Teatro che sentiva l’urgenza sia di uscire fuori dal prodotto – per cui si presentava al pubblico come prova aperta permanente – sia dallo spazio deputato del teatro all’italiana per invadere lo spazio dello spettatore e rendere flessibili i ruoli, tensioni queste condivise all’interno del nuovo teatro fra gli anni Sessanta e i primi anni Settanta.

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Disegni e Bozzetti
Studi di Sergio Tramonti, 1974
«[...] I was looking for information on how this text was made in Italy after the war, and I was struck by reading Cecchi's staging, a harsh and dialectal Woyzeck: Sergio Tramonti was also on stage, which I later learned was a purebred Romagnolo , in Rome for some time, to seek fortune and glory between cinema and theater. [...] Then I learned that Tramonti was establishing itself as one of the best scenographers of our theater. "- Marco Martinelli, speech at Woyzeck, Wozzeck, Spuren , Ravenna, Essegi, 1994
«In 1968 I first read and portray Georg Büchner's Woyzeck. The company, which Elsa Morante called the Granteatro, was directed by Carlo Cecchi. I made the Monkey and Horse masks, took care of the lights and the scene and acted as Andres as an actor. For months I used, during the rehearsals, my dialect: the romagnoIo of Piangipane di Ravenna, and maybe, I understand it only now, this was one of the reasons for my falling in love with that text and for the Granteatro. [...] »- Sergio Tramonti, Woyzeck, Wozzeck, Spuren , Ravenna, Essegi, 1994
Scritti degli artisti e interviste
Carlo Cecchi, Lo spazio tragico (nota sul Woyzeck), Note registiche sulle prime versioni (Torino, 1969), «Teatro», n. 1, 1970 pp. 116-122
Guido Boursier e Carlo Cecchi, "Woyzeck" secondo il Gran Teatro. Un confronto sul piano dell'oggettività, Intervista a Carlo Cecchi, «Sipario», n. 276, aprile 1969
Galleria fotografica
Maschere di Sergio Tramonti, 1974
Arte Moderna 1987 (in occasione delle mostre in contemporanea presso la galleria A.A.M. Architettura Arte Moderna e Teatro Due di Roma, a cura di Francesco Moschini, 11 maggio–7 giugno 1987)
"Woyzeck" 1974
Recensioni
Alberto Blandi, Un tormentato spettacolo dal «Woyzeck» di Büchner, «La Stampa», 28 febbraio 1969, n. 49, anno CIII
Alberto Blandi, Rinasce nel sotterraneo il «Woyzeck» con Graziosi, «La Stampa», 30 marzo, 1969, n. 75, anno CIII
Alberto Blandi, Carlo Cecchi e il suo Granteatro. Woyzeck itinerante, «La Stampa», 11 dicembre 1973, n. 290, anno CVII
Aggeo Savioli, «Woyzeck» proletario in una zona popolare della capitale, «L'Unità», 10 marzo 1974, n. 82, anno LI
Franco Quadri, Teatro - Woyzeck, «Panorama», 14 marzo 1974
Scritti critici
Giuseppe Bartolucci, Crudeltà e candore del «Woyzeck», in Giuseppe Bartolucci, La politica del nuovo, Ellegi Edizioni, Roma, 1973
Materiali di contesto
Franco Quadri, Neo-espressionismo uno e due. "Woyzeck" di Georg Büchner, «Sipario», n. 275, anno XXIV, marzo 1969,
Woyzeck e Maria
studi in Sergio Tramonti, Woyzeck, Wozzeck, Spuren, Essegi", Ravenna, 1974
«[…] a differenza di Amleto, Elettra, Edipo, Antigone, Don Giovanni ed altri mitici eroi della letteratura teatrale, Woyzeck e Maria erano personaggi conosciuti, quasi familiari, che ancora oggi mi riportano al mondo delle mie origini: dei Crusò, dei Bel Cuntadé (soprannomi dialettali delle famiglie dei miei nonni) e di altri caratteri, povera gente, contadini, braccianti, uomini e donne del mio paese che ritrovavo nei giorni di festa sulle piste da ballo della "Sala Mazzini" o del "Teatro Socjale". È là che ho visto, da bambino, le mie prime Marie e i miei primi Tamburmaggiori» - .

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