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Teatro delle Albe

Teatro delle Albe

Teatro delle Albe, Lus (2015), nella foto Luigi Ceccarelli, Ermanna Montanari, Daniele Roccato, foto di Luca Del Pia 2015, pubblicata in www.archivio.teatrodellealbe.com

Le dimore delle Albe. Un percorso lungo quarant’anni di Nuovo Teatro – Note biografiche

di Mauro Sabatini
Prima delle Albe
La preistoria del Teatro delle Albe, fatta di primi, decisivi incontri, l’autonomia o la fuga dalle rispettive famiglie, e da un forsennato quanto ancora confuso lavoro di formazione, sperimentazione, ed elaborazione di quelle che saranno le basi della poetica del gruppo, ha inizio nel 1977: a Ravenna Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, giovanissimi compagni d’arte e di vita, guidano gli esordi scenici di una comunità religiosa votata all’arte, il Teatro dell’arte Maranathà (l’ultima parola dell’Apocalisse). Gli autori di riferimento sono Beckett, Büchner, Pinter; ma alle tematiche di indubbia natura sociale, e alle pratiche di ri-teatralizzazione degli spazi pubblici affini a quelle dei movimenti a loro coevi, si affianca dirompente un afflato spirituale, un interesse mai sopito per il sacro, e in particolare per il cristianesimo delle origini, ancora legato alla terra e permeato di paganesimo, che andrà a fecondare il futuro Immaginario delle Albe: «Questa comunità aveva sì l’aspetto esteriore di un gruppo teatrale; ma la tensione di fondo che l’attraversava […] riguardava più l’anima che la scena. Non pensare a C.L. [Comunione e Liberazione]; trattavasi, al contrario, di cristiani anarchici e turbolenti, malvisti dalle Istituzioni».
Negli stessi anni, tra Ravenna e Bologna si muovono Marcella Nonni e Luigi Dadina, ben più coinvolti nella stagione del ’77 e del Movimento: fanno parte di un collettivo di studenti e partecipano ad azioni di strada, riviste, performance teatrali; nel 1978 fondano il Teatro del Cuscino, che si occupa prevalentemente di animazione nelle scuole ravennati, e ottengono una sede presso il Centro d’Igiene Mentale del Comune, al quale fanno riferimento, tra gli altri, Teatro del Tamburo e il Teatro dell’Arte Maranathà: qui si consuma la nascita di un sodalizio che si fonde inizialmente nell’esperienza collettiva pluriennale della Linea Maginot, realtà ravennate dall’identità molteplice, «prima che un gruppo teatrale […] un ensemble di artisti, teatranti, pittori e fotografi».

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Teatrography
Bibliography

Bibliografia, a cura di Mauro Sabatini

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