Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, Bersaglio su Molly Bloom, 2002.
Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, Bersaglio su Molly Bloom, 2002.

Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa

Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa – Note biografiche

di Daniela Dal Cin

La Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa viene fondata nel 1984 da Marco Isidori, regista capocomico, dalla pittrice/scenografa Daniela Dal Cin, dall’attrice Maria Luisa Abate.

La Compagnia debutta nel giugno 1986 al “Premio Opera Prima” di Narni, dove si impone all’attenzione della critica con uno STUDIO tratto da “Les bonnes” di Jean Genet.

Da questo primo studio deriva una più ampia rappresentazione del dramma genettiano LE SERVE, UNA DANZA DI GUERRA, che nel febbraio 1987 ottiene il premio “Giovin Italia”, promosso da Giuseppe Bartolucci. 

Per la messa in scena delle Serve, Daniela Dal Cin concepisce la prima delle sue straordinarie macchine teatrali: una struttura scenografica ovale tagliata da una feritoia, attraverso la quale ai cinquanta spettatori/voyeurs è consentito partecipare alla performance, spiandone lo sviluppo dall’esterno.

E’ di questo periodo il recital RICREAZIONE, dove viene messo in scena il testo poetico di Marco Isidori “Navigazione fluviale”.

Molta critica ritenne di individuare nel lavoro di scandaglio su Genet, una sorta di tragico classicismo che, riversatosi in un anno di dispendiosissimo fervore dedicato ad un’indagine sulle origini e sulle ascendenze della tragedia attica, porta alla nascita di un allestimento da “Agamennone” di Eschilo, dove la costruzione scenica delle Serve evolve architettonicamente nel “velodromo” di UNA GIOSTRA: L’AGAMENNONE, spettacolo che ottiene il premio “Opera d’Attore” del Festival di Chieri (luglio 1988).

Nell’autunno dello stesso anno, i Marcido partecipano alla III edizione di “Italia in Scena”, presentando lo spettacolo a Bruxelles; l’Agamennone sarà successivamente ospitato ad Argo (Festival di Atene, 1995).

 E’ del maggio 1990 il debutto di CANZONETTA da “I Persiani” di Eschilo, che prosegue il discorso sulla prima parte dell’Orestea, portandolo ad un grado ancor maggiore di nitidezza; nel contempo, con un lavoro di riscrittura scenica dell’Agamennone, la Compagnia ottiene ad Urbino il premio “Drammaturgia In/finita”.

Nel marzo 1991 debutta PALCOSCENICO ED INNO dalla Sirenetta di Andersen, spettacolo che ottiene il Premio Speciale Ubu 1991.

Con MUSICA PER UNA FEDRA MODERNA (maggio 1992) e poi con SPETTACOLO (marzo 1993) da “Fedra” di Seneca, facenti parte entrambi di un unico progetto rappresentativo, per i Marcido si riapre un ciclo di esperienze sulla tragedia classica. 

“Spettacolo”, raccoglie due nominations ai Premi Ubu e la menzione come “Spettacolo dell’Anno” (Il Patalogo 16).
Nell’autunno dello stesso 1993, al Teatro Due di Parma, ai Marcido è assegnato il premio “Coppola Prati per un artista nuovo”.
E’ del giugno 1994 il debutto de IL CIELO IN UNA STANZA, rappresentazione che apre una fase decisiva per lo sviluppo delle potenzialità drammaturgiche dei Marcido con la spettacolarizzazione del poema drammatico “Gengis Khan” di Marco Isidori; l’allestimento, per un unico spettatore/testimone, riceve il Premio Speciale Ubu ’94 «…per l’anomalia e l’estremismo del loro teatro da stanza». Produzioni successive sono state: LA LOCANDIERA DI CARLO GOLDONI E’ INCIAMPATA NEL TEATRINO DEI MARCIDO: CONSEGUENZE (aprile 1995), L’ISI FA PINOCCHIO, MA SFAR LO MONDO DESIEREBBE IN VER (marzo 1996) e la felicissima messa in scena da “Giorni felici” di Samuel Beckett HAPPY DAYS IN MARCIDO’S FIELD (maggio1997).

Nella primavera del 1996 la Compagnia celebra a Torino il suo decennale di attività con l’allestimento della mostra: “Figure della Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa”, dove viene raccolto gran parte del materiale realizzato da Daniela Dal Cin nei primi dieci anni del suo lavoro per la Scena; nell’autunno 1997, la giuria del “Premio Riccione per il Teatro”, conferisce alla scenografa il Premio speciale “Aldo Trionfo”. I Marcido tornano alla tragedia eschilea debuttando nel maggio 1998 con “Solenne funzione del Prometeo incatenato di Eschilo, come fosse l’ultima possibile battuta di caccia grossa alle gazzelle della musica: UNA CANZONE D’AMORE dal “Prometeo incatenato”, dove al protagonista, lo stesso Isidori, si affianca per la prima volta l’”Attore Generale”, un organismo recitativo plurale, formato dal Coro di otto “esecutori”.

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Writings by artists and interviews
Marco Isidori, “Voce 'e notte”. Antichità, presenza e anche futuro nel Teatro dei Marcido: un autoscatto, Clemente Tafuri, David Beronio, (a cura di), «Teatro Akropolis. Testimonianze ricerca azioni», n. 6, AkropolisLibri, 2015
Critical writings
Cristopher Cepernich, Tutte le rivoluzioni dell’attore generale. Conversazione con Marco Isidori, in Marco De Marinis (a cura di), Quarant’anni di nuovo teatro italiano, Culture Teatrali, I Quaderni del Battello Ebbro - Bologna ottobre 2000
Pier Giorgio Nosari, Contro la rappresentazione: Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, in Marco De Marinis (a cura di), Quarant’anni di nuovo teatro italiano, Culture Teatrali, I Quaderni del Battello Ebbro - Bologna ottobre 2000
Maria Nadotti, La parola chiave, in Davide Barbato (a cura di), I teatri della Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, Editoria & Spettacolo, 2007
Alessandro Pontremoli, Preziosi manufatti tragici neorinascimentali, in Davide Barbato (a cura di), I teatri della Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, Editoria & Spettacolo, 2007
Oliviero Ponte di Pino, Il Palcoscenico Elementare di Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, in Marco Isidori (a cura di), I Marcido in mostra: 1986-2006 Torino, Regione Piemonte - Promotrice delle Belle Arti, 2007
Video
Il discorso del teatro con Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa
dal canale youtube di Krapp's Last Post
Theatrography
teatrografia
Teatrografiaa cura di Daniela Dal Cin
Bibliography
bibliografia
a cura di Daniela Dal Cin
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