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Kinkaleri

Kinkaleri

Kinkaleri. Everyone Gets Lighter | All!. 2013. Parma, Festival natura dei Teatri © Kinkaleri

Dinamica soggettiva di sei persone che alla fine creano un settimo

di Francesca Magnini
Kinkaleri nasce nel 1995 a Firenze dall’incontro di sei componenti di formazione eterogenea che si riuniscono all’interno del CPA Centro Popolare Autogestito Firenze-sud e da subito si riconoscono, quindi si auto-descrivono, come “raggruppamento di formati e mezzi in bilico nel tentativo”. Matteo Bambi, Luca Camilletti, Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco e Cristina Rizzo non amano definirsi un gruppo, né una compagnia, né una famiglia, ma un “raggruppamento”, una struttura dinamica che non rappresenta una semplice unità, bensì una circostanza in cui diversi fattori confluiscono per creare un organismo complesso. Mossa fin da subito dalla necessità di realizzare opere variabili attraverso linguaggi multiformi, la formazione si è trasformata a partire dal primo progetto, Amras (1995), nel quale erano coinvolti solo Massimo, Luca e Gina; l’anno successivo ha visto l’ingresso di Marco e Cristina in Doom, a seguire il coinvolgimento di Matteo e subito dopo la definizione del nucleo a sei. Struttura trasformabile fin dall’inizio, quindi, in base a progetti specifici per i quali non si è mai escluso il coinvolgimento di persone esterne.

Una miscela d’ingredienti costitutivi instabili, intesi da Kinkaleri – termine che non a caso, in lingua albanese, designa la chincaglieria e rimanda al luogo leggendario e caotico dell’emporio, dove ci si può rifornire di prodotti di ogni tipo – come “mezzi” (le persone) e “formati” (gli oggetti), vale a dire le varie forme di creazione tra cui progetti, spettacoli, allestimenti, mises en espace non sempre riconducibili a generi preesistenti. Il tutto, in uno stato di costante precarietà, in quel divenire mai definitivo rappresentato così bene dall’espressione “in bilico”; e infine “nel tentativo” (senza ulteriori specifiche, né segni grafici), suggeriscono gli artisti stessi, indica «un’apertura d’indeterminatezza dell’oggetto», una testimonianza del senso d’incompiutezza costantemente attraversato dal raggruppamento.

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Writings by artists and interviews

Natalia Casorati, Kinkaleri, Intervista, in Natalia Casorati (a cura di), Contrappunti-Spettacoli nei luoghi d’arte, Associazione Mosaico, Torino, 2001

Andrea Lissoni, Kinkaleri, Messa in crisi dell’Autore? La nascita dei collettivi, «xlibro», Indagine nel contemporaneo 3. SOPRALLUOGHI

Kinkaleri, Introduzione, in Silvia Fanti / Xing (a cura di), Corpo Sottile Uno sguardo sulla nuova coreografia europea, Milano, Ubulibri, 2003

Kinkaleri, Era vulgaris, in Silvia Fanti / Xing (a cura di), Corpo Sottile Uno sguardo sulla nuova coreografia europea, Milano, Ubulibri, 2003

Andrea Lissoni, Kinkaleri, A ventriloquist session. Una conversazione con Kinkaleri, in Silvia Fanti / Xing (a cura di), Corpo Sottile Uno sguardo sulla nuova coreografia europea, Milano, Ubulibri, 2003

Armando Adolgiso, Kinkaleri, Incontro con Kinkaleri, «Adolgiso.it», 2004

Andrea Nanni, Goffredo Fofi, Kinkaleri, Quattro risposte: intervista inedita a Kinkaleri, «Sciami», www.nuovoteatromadeinitaly.sciami.com, 2018

Teatrography

Teatrografia Kinkaleri, , a cura di Francesca Magnini

Bibliography

Bibliografia Kinkaleri, , a cura di Francesca Magnini