Carmelo Bene

Carmelo Bene

Carmelo Bene – Nota biografica
di Donatella Orecchia

«Si nasce con uno spasmo, si muore con un ghigno»
(Carmelo Bene)

Carmelo Bene nasce il 1 settembre 1937 da Amelia Secolo e Umberto Bene a Campi Salentina, dove i genitori avevano in gestione un tabacchificio. Nel Salento, fra il paese di origine e Lecce, trascorre l’infanzia e l’adolescenza. Otranto è però la sua terra d’origine di elezione.
“V’è una nostalgia delle cose che non ebbero mai un cominciamento. Affondare la propria origine – non necessariamente connessa alla nascita, in terra d’Otranto è destinarsi un reale-immaginario. E lì, appunto, nel primo dì d’un settembre io fui nato. Otranto. Da sempre magnifico, religiosissimo bordello, casa di cultura tollerante confluenze islamiche, ebraiche, arabe, turche, cattoliche”( Carmelo Bene, Sono apparso alla Madonna).
Nel 1955 si trasferisce a Roma per frequentare la Facoltà di Legge e l’Accademia Scharoff e nel 1957 entra all’Accademia nazionale d’Arte drammatica “Silvio d’Amico”, che lascerà dopo un solo anno di frequenza.

Esordi e primo periodo. 1959-1967
Risale al 1959 il suo esordio teatrale (1 ottobre al Teatro delle Arti di Roma) con il Caligola di Albert Camus, con la regia di Alberto Ruggiero. Lo spettacolo, che ottiene un buon riscontro di pubblico e critica, è per Bene il primo incontro con un personaggio che si fa icona della  «‘mostruosità’ del Soggetto (soggetto umano, e soggetto dell’immaginario artistico) irriducibile all’orizzonte normativo stabilito dall’impero dell’Io». Sarà questa una delle linee di ricerca dell’attore anche negli anni successivi.
Dal 1960 al 1968 l’attività di Carmelo Bene è intensissima. Dopo un importante soggiorno a Genova (dove realizza una nuova versione del Caligola, con la sua regia; Tre atti unici di Marcello Barlocco e una prima edizione dello Strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde, da Stevenson, entrambi alla Borsa di Arlecchino) gravita essenzialmente nel territorio romano: ora in teatri come Ridotto del Teatro Eliseo di Roma (Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde e “Gregorio”. Cabaret dell’800), ora in spazi da lui gestiti come il Teatro Laboratorio di S. Cosimato (spazio dalla breve vita, un anno solo il 1962-63, dove realizza una stagione con PinocchioSpettacolo-MajakovskijCapricci di Marcello Barlocco, Amleto, un nuovo Spettacolo-MajakovskiAddio porcoFederico Garcia LorcaCristo 63), ora in altre piccole sale romane come il Teatro Arlecchino di Roma, il Teatro dei Satiri, il Teatro delle Muse (Salomè “di e da” Oscar Wilde, 1964). Continua a leggere…

SCRITTI CRITICI
Giuseppe Bartolucci, Per una lettura di Carmelo Bene dal sessanta al settanta, in G. Bartolucci, La scrittura scenica, Milano, Lerici, 1968
Gilles Deleuze, Un manifesto di meno, in C. Bene e G. Deleuze, Sovrapposizioni, Milano, Feltrinelli, 1978
Piergiorgio Giacché, Lo spettatore per Bene, in Per Carmelo Bene (1994), Milano, Linea d'ombra, 1995
Carlo Cecchi, Contro la rappresentazione, in Per Carmelo Bene (1994), Milano, Linea d'ombra, 1995
Maurizio Grande, L'automatico e l'autentico, in Per Carmelo Bene (1994), Milano, Linea d'ombra, 1995
Roberto Tessari Il Caligola di Carmelo Bene, «L'Asino di B.» n. 4, 2000
Luisa Viglietti, Encore un effort, in D’après Carmelo Bene. Dossier Numérique, diretto da Cristina De Simone e Christian Biet, in «Revue d’histoire du Théâtre», n. 263, luglio-settembre 2014.
Francesca Rachele Oppedisano, « MAL D’ARCHIVE », in D’après Carmelo Bene. Dossier Numérique, diretto da Cristina De Simone e Christian Biet, in «Revue d’histoire du Théâtre», n. 263, luglio-settembre 2014.
VIDEO
Luigi Mezzanotte e Umberto Cantone, Dalla fine all'inizio - Omaggio a Carmelo Bene
Puntata della trasmissione "Kult & Cult" dedicata al decennale della scomparsa di Carmelo Bene

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